Nelle tue mani

2018, Commedia

Recensione di Nelle tue mani: Il riscatto del genio ribelle

La recensione di Nelle tue mani, una classica storia di riscatto firmata da Ludovic Bernard, che purtroppo annega nell'ovvietà.

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Consolatorio, facile, melenso. Una storia di riscatto sociale e integrazione che accontenterà i palati dei giovanissimi con un eroe bello e dannato, il solito genio ribelle destinato a trovare il suo posto nel mondo grazie all'indomabile fuoco sacro del proprio talento, in questo caso la musica, e ad una love story, che ne risollevaranno le sorti sventurate. Come nel precedente film L'Ascension, anche in Nelle tue mani Ludovic Bernard racconta una vicenda di abnegazione e superamento dei propri limiti, affidandosi ai cliché della parabola eroica: il richiamo dell'avventura, l'incontro con il maestro, la paura iniziale, le prove da affrontare, gli inciampi, la caduta e la rinascita.

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La sbiadita parabola di un eroe

Ludovic Bernard scolpisce l'immagine del protagonista Mathieu sulla faccia pulita di Jules Benchetrit, già interprete de Il condominio dei cuori infranti e figlio d'arte di Samuel Benchetrit (regista del film appena citato) e di Marie Trintignant, l'attrice morta suicida nel 2003.
Il film ripercorre tutte le tappe fondamentali della favola con rivalsa finale del personaggio principale. La vita di Mathieu, giovane delle banlieue con il talento innato per la musica, procede tra i piccoli furti messi a segno insieme ai suoi amici e il modesto appartamento dove vive insieme alla madre e alla sorella più piccola.

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Il piano ha imparato a suonarlo grazie a un vecchio maestro d'infanzia, ormai scomparso, che alcuni brevi flashback provvederanno a far conoscere allo spettatore; l'occasione arriva in un giorno qualunque, quando il direttore del Conservatorio Pierre Geithner (Lambert Wilson) ne nota il talento eccezionale mentre nella confusione di una stazione di Parigi, Mathieu suona un pianoforte a disposizione del pubblico. Pierre farà di tutto per averlo nella sua scuola e una serie fortuita di eventi - un arresto e la condanna ai servizi sociali - gli andrà incontro: diventerà il suo mentore e insieme alla ferrea disciplina della "Contessa" (Kristin Scott Thomas) ne ammaestrerà l'irruenta passione preparandolo a un concorso nazionale di pianoforte. Nel mezzo del viaggio il nuovo prodigio della musica classica avrà anche il tempo di innamorarsi della compagna di corso, una violoncellista che insieme alla musica lo guiderà alla redenzione.

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Una scrittura anonima e l'assenza di conflitti

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Quella di Nelle tue mani è una trama classica che purtroppo si riduce a una copia più che sbiadita e edulocrata di alcuni dei suoi illustri predecessori come Will Hunting - Genio ribelle o Shine. Complici una scrittura anonima e una regia priva di guizzi, mentre a livello drammaturgico gli impedimenti che dovrebbero contribuire all'evoluzione dell'eroe semplicemente non ci sono o sono appena accennati. La narrazione procede schiacciando l'acceleratore nella direzione del patetismo, che risolve con tonnellate di sentimentalismo tormenti e conflitti interiori. Povera anche l'introspezione psicologica dei personaggi alla cui definizione non contribuiscono certo interpretazioni da Oscar. Sulle note di Rachmaninov si compie il riscatto dell'eroe, senza che il pubblico abbia avuto il tempo di viverne i turbamenti. L'amore, la rabbia, le paure, l'abbandono all'avventura e le dinamiche relazionali tra i personaggi non trovano lo spazio di approfondimento necessario per entrare in empatia con il racconto sullo schermo: tutto rabberciato alla meglio e soffocato dall'ovvietà.

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Elisabetta Bartucca
Redattore
2.0 2.0
Cinecittà World
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